Artista rinascimentale padrone della continuità
Guerrino Mattei, critico d’arte

Contestare i tempi moderni è impossibile. La scienza e la sperimenlazione avanzano freneticamente a discapito dell’umanità e del vivere comune senza resipiscenze verso la globalizzazione e l’abbattimento di tutti gli stilemi morali che sorreggono le società cosiddette civili.
Giovanni Reale, artista che da molti anni vive e lavora a Roma, in questo contesto ci si cala da ribelle con la sola arma della sua espressività cromatica. Il colore arma?

Ebbene sì, il colore intenso nelle sue creazioni come rivoluzione, come possibilità di rigenerare il narrato e dare alla visione significati e connotazioni fuori regola, a scapito dell’immagine ma pregni di ricerche personali che lo rendono in qualche modo rinascimentale, signore del suo universo, padrone della continuità.
Poco importa se un artista proviene dall’accademia o se nei depliant di presentazione annovera amicizie importanti e maestri famosi. Tutto questo è coreografia, specchietto per allodole che nulla ha a che vedere con l’arte e con la reinterpretazione di una forma modernamente traslata.
Reale l’appellativo di artista se lo merita in quanto non millanta credito che non ha, ma sperimenta con i colori le sensazioni, i labirinti della memoria, le indecisioni che un’idea può dare nel rendersi visibile.
Egli è un tramite, il referente di quanto riesce ad affigiare con pennellate che spesso taccheggiano il colore rendendolo passeggiata folkloristica su cartone di per sé già colorato o su tele ave il bianco rappresenta un invito per le sue "danze"passionali, per quei valzer cromatici che si avvalgono dell’armonia di tutta la gamma che lo spettro fornisce nelle sue infinite iridescenze.
Cercare il disegno accademico nelle opere di questo artista non è difficile se uno sa guardare, ma è perdita di tempo perché non è necessario.
Egli sa benissimo che per raggiungere una meta bisogna lavorare, camminare a lungo per strade impervie senza sosta.
Cosa fa di mestiere per vivere e se la pittura sostenta i suoi bisogni non lo sappiamo e non è importante certamente non è un vagabondo o un pittore domenicale da cavalletto che invoca più il bel tempo che l’estro della tavolozza. In questo senso possiamo definirlo artista rinascimentale, aduso alla sperimentazione e al rincorrere emozioni ed effetto cromaticamente armonizzati con libertà di tecnica e prorompenza di entusiasmo. Una cosa è certa: i quadri di Giovanni Reale, in mostra si vedono e si riconoscono.

 

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