Giovanni Reale: l’arte che nasce dalla notte
Riccardo Patimo

La prima volta che si incontra un quadro di Gianni Reale si rimane colpiti soprattutto da una cosa: non si può fare a meno di guardarlo. Il quadro attira lo sguardo come una calamita e subito si stabilisce un profondo rapporto con esso che induce a continuare a guardarlo, ad allontanarsi da esso per percepire una visione di insieme, a tornare ad avvicinarsi per guardarlo meglio.
Si possono passare ore ad osservare un quadro di Gianni Reale tanti sono i dettagli, i particolari ed i colori che vi sono contenuti.

Già, i colori, questa esplosione di tinte che si mescolano tra loro dando origine a decine e decine di tonalità e sfumature diverse ciascuna delle quali attira, almeno per un attimo l’occhio. E pensare che questi quadri sono il frutto di un lavoro prevalentemente notturno in un ora del giorno, quindi, caratterizzata dall’assenza di luce e dunque dall’impossibilità, per i colori, di mostrarsi in tutto il loro splendore.

Ciononostante, i colori fluiscono dalla mano e dal pennello di Giovanni Reale, si depositano sulle sue tele e formano questi incredibili quadri che senza luce non potrebbero esistere, come se il buio della notte cercasse di comunicare con noi per mezzo di uno strumento, la luce, che è invece caratteristico del giorno.
Sono quadri che comunicano con tutti, esperti e profani, ed emanano complessità comunicative facilmente recepibili al fruitore, forte di un linguaggio sottile ma diretto che penetra nell’animo e mette in comunicazione con qualcosa di sconosciuto ed affascinante.
Alcune volte l’osservazione dei suoi quadri può suscitare inquietudine, stimolando, forse, recondite paure; più spesso, però, è la meraviglia a prevalere e a far si che non ci si possa staccare con facilità dalla contemplazione di queste opere.
E’ come se un mondo sconosciuto, un universo parallelo, cercasse di comunicare con noi attraverso l’arte di Giovanni Reale. Difficile stabilire cosa questo mondo cerchi di dirci, ma questo desiderio di comunicare attraverso l’arte traspare praticamente da ogni suo quadro.

 

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