Giovanni Reale è un artista autodidatta, per lui l’arte è immaginazione.
Si ispira alla natura. Le sue tele le chiama “nature immortali” e si ispirano al movimento della terra, della materia, della musica, della danza, dei colori, delle forme.
Giovanni Reale Tutto parte da un’ispirazione spontanea e naturale e non da uno sforzo mentale: e sono iniziate così anche le “esplosioni cosmiche”, che sono quadri geometrici, immagini spaziali che evocano il senso di un’esplosione, un’esplosione gioiosa, all’opposto della distruzione.

Giovanni Reale inizia ad amare l’arte all’età di vent’anni, quando conosce un maestro pittore che dipinge facendosi trasportare dalla musica di Beethoven. E’ amore a prima vista: Reale acquista il suo primo quadro e da quel momento la passione per l’arte entra a far parte della sua vita, anche se passano alcuni anni prima che inizi a dipingere.
L’incontro con Remo De Angelis, un pittore di quei tempi, che lo spinge a provare. Dato che di giorno lavora, inizia a dipingere di notte (cosa che poi ha continuato a fare, e questa circostanza è entrata a far parte del suo processo creativo), con materiali un po’ improvvisati e soggetti semplici, fino a quando non compra l’occorrente per l’acrilico e prova a stendere la prima pennellata, che trova bellissima.
E così continua a dipingere di notte, alla luce di semplici lampadine ad incandescenza, che per lui sono sufficienti per creare la “danza dei colori” che caratterizza le sue opere, realizzate con tempera, acquerelli, pastelli, acrilico, olio.
La sua attività pittorica vera e propria inizia abbastanza di recente, nel 2003, ma diventa subito intensa, portandolo a realizzare diverse mostre, come quelle al Museo Crocetti, al Museo Mastroianni, al Museo delle Mura e tanti altri.

Giovanni Reale era arrivato a Roma a soli 17 anni dal paese di Niscemi in provincia di Caltanissetta. Nella capitale comincia a fare il barbiere andando a scuola e dopo la gavetta, appena ventenne, apre la sua bottega in Via Federico Cesi 19, nelle vicinanze di Piazza Cavour. Dal 1967 il negozio resta immutato.
E proprio qui son passati tanti artisti: Roberto Benigni, Aldo Fabrizi, Carmelo Bene, Carlo Delle Piane, Gabriele Lavia.
Il suo, infatti, non è solo un negozio da barbiere, ma un luogo di incontro tra artisti, critici e appassionati d’arte. Alle pareti di questa “officina di allegria ed arte” sono esposti i dipinti di Giovanni Reale. Queste opere - come lui stesso definisce - sono delle “pastiglie di felicità”. Sono quadri che colpiscono per l’intensità dei colori e delle forme e trasmettono emozioni. Colori accesi accostati tra loro con armonia definiscono soggetti estrapolati dal mondo interiore dell’artista.
Come Giovanni Reale stesso racconta: «Lavoro sempre di notte. Per completare un’opera posso impiegare una nottata così come tre mesi. Avverto dentro di me il senso del colore. Dipingo paesaggi naturali, “le nature immortali”, la sensualità della vita, lo spazio cosmico e le mie medicine pittoriche, quelle che chiamo le “pastiglie della felicità”».

 

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«Lavoro sempre di notte.
Per completare un’opera posso impiegare una nottata così come tre mesi.
Avverto dentro di me il senso del colore. Dipingo paesaggi naturali, “le nature immortali”, la sensualità della vita, lo spazio cosmico e le mie medicine pittoriche, quelle che chiamo le “pastiglie della felicità”».
Giovanni Reale

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